Quando Google risponde da solo, le persone cliccano meno sui siti. Lo sospettavano in molti, ora c’è un esperimento che lo misura. Un gruppo di ricercatori di università americane ha seguito per una settimana 1.100 utenti reali di Google: chi è stato spostato sulla modalità AI ha cliccato sui siti esterni molto meno degli altri, con un calo di 18,8 punti percentuali.
Per chi ha un’azienda e un sito questo non è un dettaglio tecnico. Significa che una parte delle visite che oggi arrivano da Google potrebbe non arrivare più, anche se il sito resta ben posizionato. Vediamo cosa dice davvero lo studio, quali sono i suoi limiti e cosa conviene fare adesso.
Cos’è Google AI Mode, in due righe
AI Mode, in italiano Modalità AI, è la ricerca di Google in forma di conversazione. Invece della classica lista di risultati, Google scrive una risposta completa, con alcuni link alle fonti, e permette di fare domande successive. È diversa dalle AI Overviews, i riassunti che compaiono in cima ai risultati normali: in AI Mode la risposta è tutta la pagina.
Lo studio: cosa hanno misurato
Lo studio si intitola AI in Search Reduces Publisher Referrals Without Improving User Experience ed è stato pubblicato il 18 agosto 2026. I ricercatori hanno reclutato utenti statunitensi a marzo 2026 e, dopo qualche giorno di osservazione normale, li hanno divisi a caso in tre gruppi per sette giorni:
- Google come oggi, con le AI Overviews quando compaiono;
- Google senza intelligenza artificiale, con AI Overviews e AI Mode nascosti;
- solo AI Mode, con tutte le ricerche portate nella modalità AI.
Il disegno era registrato in anticipo, così da non poter scegliere a posteriori i risultati più comodi. Ed è un esperimento con assegnazione casuale: non confronta siti diversi o periodi diversi, ma le stesse persone nella stessa settimana. Per questo dice qualcosa sulla causa, non solo una coincidenza.
I numeri dello studio
Clic verso i siti esterni rispetto a Google com'è oggi
Valori in punti percentuali. Fonte: Wang, Gleason, Bart, Wilson, Metaxa, AI in Search Reduces Publisher Referrals Without Improving User Experience, arXiv, 18 agosto 2026. Utenti negli Stati Uniti, marzo 2026.
Cosa è emerso
Il dato principale è quello del grafico: con la sola modalità AI, la quota di ricerche che finisce con un clic su un sito esterno è scesa di 18,8 punti percentuali rispetto a Google com’è oggi. All’opposto, togliendo l’intelligenza artificiale i clic sono saliti di 8,8 punti. Quindi già oggi le AI Overviews tolgono qualche clic, e AI Mode ne toglie molti di più.
Il secondo dato è meno citato ma conta: chi ha usato solo AI Mode si è dichiarato meno soddisfatto dell’esperienza e si è fidato meno delle informazioni trovate su Google. In altre parole, gli utenti cliccano meno non perché abbiano trovato tutto e siano contenti. Semplicemente, la risposta è lì e il sito non serve più per quella domanda.
I limiti, perché vanno detti
- È un preprint: è pubblico, ma non ha ancora completato la revisione di altri studiosi.
- Riguarda utenti statunitensi. Abitudini e diffusione di AI Mode in Italia sono diverse.
- Nel terzo gruppo AI Mode era imposta. Nella vita reale molti la scelgono solo per alcune ricerche.
- Misura i clic, non le vendite. Un clic in meno su una domanda generica pesa meno di un contatto perso.
Detto questo, è il primo dato causale su un campione ampio. E va nella stessa direzione di quello che vediamo sui siti che seguiamo. Qui sotto c’è la Search Console di una scuola di musica che gestiamo, negli ultimi 16 mesi.
Fino alla primavera del 2026 le due linee si muovono insieme. Poi si separano: le impressioni salgono, i clic scendono. Il punto di svolta coincide con il segno “1” sul grafico, un’annotazione di Google stesso: “Nella Ricerca Google si è verificato un evento che potrebbe incidere sui dati del tuo sito”. Il confronto più chiaro è settembre, il mese delle iscrizioni. A settembre 2025 il sito riceveva in genere tra 20 e 45 clic al giorno. A settembre 2026, pur comparendo di più nelle ricerche, si ferma più o meno tra 10 e 20.
Una nota per chi legge i dati con attenzione: in aprile 2026 Google ha anche corretto un errore nel conteggio delle impressioni in Search Console, attivo da maggio 2025. La correzione ha fatto diminuire le impressioni registrate, quindi non spiega la crescita che si vede nel grafico. E soprattutto quell’errore non riguardava i clic: il calo dei clic è reale.
Non possiamo comunque attribuire tutto all’intelligenza artificiale: su un sito influiscono molti fattori. Ma il segnale è lo stesso misurato dallo studio. Il sito si vede di più e viene cliccato meno, perché a molte domande sulla musica e sugli strumenti Google ora risponde da solo.
Chi rischia di più e chi meno
Le domande a cui l’intelligenza artificiale risponde bene sono quelle informative: “cos’è”, “come funziona”, “differenza tra”. Se il tuo sito riceve molte visite da articoli di questo tipo, sono queste le visite più esposte.
Reggono meglio le ricerche in cui l’utente deve fare qualcosa che una risposta scritta non può fare al posto suo: chiedere un preventivo, prenotare, trovare un’azienda vicino a sé, confrontare un’offerta precisa. È lì che si gioca il fatturato di una PMI, ed è lì che conviene concentrarsi.
Cosa fare adesso: 5 azioni concrete
1. Guarda i dati giusti in Search Console. Confronta gli ultimi tre mesi con lo stesso periodo dell’anno scorso, pagina per pagina. Le pagine con impressioni stabili e clic in calo sono quelle in cui Google sta già rispondendo al posto tuo. Le pagine che portano contatti vanno difese per prime.
2. Rafforza le pagine che portano contatti. Pagine servizio chiare, con prezzi o fasce di prezzo quando possibile, casi reali, zona servita e un modo semplice per contattarti. Sono le pagine che l’IA cita e che l’utente apre quando è pronto a scegliere. Ne parliamo nella nostra pagina sulla SEO.
3. Cura il Profilo dell’attività su Google. Per le ricerche locali la scheda dell’azienda resta in primo piano, con recensioni, orari, foto e telefono. Se non l’hai mai sistemata, parti dalla nostra guida al Profilo dell’attività.
4. Scrivi quello che l’IA non sa. Una risposta generica la scrive l’intelligenza artificiale in un secondo. Non può scrivere i tuoi numeri, i tuoi casi, le tue foto, la tua esperienza su un problema specifico. I contenuti con dati ed esperienze proprie sono quelli che vengono citati come fonte e che portano ancora visite qualificate.
5. Non dipendere da un solo canale. Newsletter, contatti diretti, campagne a pagamento, social: se una parte del traffico gratuito da Google si riduce, deve esserci altro che porta clienti. Anche la pubblicità sta cambiando, come abbiamo spiegato parlando di ChatGPT Ads e Google Ads.
Il punto per una PMI
Il traffico da Google non sparisce, ma cambia forma. Meno visite da chi cerca una definizione, più valore per le visite di chi cerca un fornitore. Chi misura i dati e sposta l’attenzione sulle pagine che portano contatti perde poco. Chi continua a contare solo le visite totali rischia di accorgersene quando i contatti sono già calati.
Domande frequenti
Google AI Mode riduce il traffico verso i siti?
Secondo l’esperimento pubblicato ad agosto 2026 su 1.100 utenti statunitensi, sì: con la sola modalità AI i clic verso siti esterni sono calati di 18,8 punti percentuali rispetto a Google nella versione attuale, mentre senza funzioni di IA sono saliti di 8,8 punti.
Cosa deve fare una PMI per non perdere visite da Google?
Controllare in Search Console quali pagine perdono clic, rafforzare le pagine che portano contatti, curare il Profilo dell’attività su Google, pubblicare contenuti con dati ed esperienze proprie e non dipendere da un solo canale.
La SEO serve ancora con la modalità AI di Google?
Sì, ma cambia obiettivo. AI Mode si basa su pagine indicizzate e cita le fonti: un sito chiaro, aggiornato e autorevole ha più probabilità di essere scelto. Conta meno il clic sulla domanda generica, di più farsi trovare quando l’utente è pronto a contattare un’azienda.
AI Mode è disponibile in Italia?
Sì, anche in italiano. Lo studio è stato fatto negli Stati Uniti, quindi i numeri non valgono uno a uno per l’Italia, ma la direzione è la stessa.
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