Se stai cercando un’agenzia di digital marketing a Roma, prima di guardare prezzi e pacchetti controlla cinque cose verificabili: lo stato di Google Partner sulla pagina ufficiale di Google, progetti pubblicati con il nome del cliente, le recensioni su Google, a chi sono intestati gli account pubblicitari e come vengono misurati contatti e vendite. Se una di queste manca, fatti spiegare il perché prima di firmare.
Lo diciamo da agenzia: sui siti ci somigliamo tutti. Le parole sono sempre quelle (strategia, crescita, risultati) e da fuori è difficile capire chi lavora bene. Facciamo questo mestiere a Roma dal 2000 e capita spesso che ci chiamino aziende che vogliono un parere sul fornitore che hanno già. Qui sotto trovi le verifiche che facciamo in quei casi, le domande da portare al primo incontro e alcune frasi che dovrebbero metterti in allarme.
Ha senso cercare un’agenzia di digital marketing proprio a Roma?
Non è obbligatorio. Le campagne si gestiscono bene anche a distanza, e con molti clienti lavoriamo soprattutto su Google Meet. La vicinanza aiuta in momenti precisi: il primo incontro, quando bisogna capire com’è fatta un’azienda, e le riunioni in cui si guardano i risultati con chi decide.
Conta anche conoscere il territorio. Un’impresa edile che lavora tra Roma Nord e Monterotondo, un ristorante a Trastevere e uno studio professionale all’EUR hanno pubblici e concorrenti diversi. Per chi lavora in zona, Google Maps e le ricerche “vicino a me” portano spesso più contatti di qualsiasi altro canale.
La sede in città resta comunque un vantaggio solo se il resto è a posto. E il resto si controlla così.
8 criteri per scegliere un’agenzia di digital marketing a Roma
1. Certificazioni che puoi controllare tu
Il logo di Google in fondo a un sito non dimostra niente, chiunque può metterlo. Lo stato di Google Partner, o di Premier Google Partner, compare invece su una pagina pubblica di Google dedicata all’agenzia. Chiedi quel link e aprilo. Ci vuole un minuto.
2. Progetti con un nome
“+300% di vendite per un brand della moda” è una frase che nessuno può verificare. Un caso studio serio dice chi è il cliente, cosa è stato fatto e su quali canali, e di solito ha un link. Se trovi un progetto in un settore vicino al tuo, meglio ancora: puoi perfino chiamare quell’azienda e chiedere com’è andata.
3. Le recensioni, lette una per una
Il punteggio medio dice poco. Guarda quante sono, quando sono state scritte e cosa raccontano: tempi rispettati, risultati, come è stato gestito un problema. Dieci recensioni identiche arrivate nella stessa settimana valgono meno di tre scritte bene.
4. Chi segue il tuo account ogni giorno
Al primo incontro spesso parli con il titolare o con un commerciale. Chiedi chi lavorerà sulle tue campagne, se è una persona interna e se avrai un referente fisso. Quando il lavoro passa da un collaboratore esterno all’altro, a rimetterci è quasi sempre il cliente.
5. Account intestati alla tua azienda
Google Ads, Meta, Google Analytics, il dominio e il sito devono essere tuoi, con l’agenzia che accede come utente autorizzato. Sembra un dettaglio burocratico finché non cambi fornitore e scopri di aver perso anni di dati e lo storico delle campagne.
6. Si misurano i contatti, non i like
Un report pieno di impression e copertura può sembrare ricco e non dirti nulla. Le domande utili sono altre: quante richieste di preventivo sono arrivate, quante telefonate, quanti acquisti, e quanto è costato ognuno. Se i contatti finiscono in un CRM puoi anche vedere quali sono diventati clienti. È lì che si capisce se la pubblicità rende.
7. Un contratto che si capisce
Leggi durata, preavviso di disdetta e cosa comprende il compenso. Il budget pubblicitario va tenuto separato: lo paghi direttamente a Google o a Meta, e sai sempre quanto spendi in pubblicità e quanto per il lavoro dell’agenzia.
8. Una strategia che tiene insieme i canali
Diffida di chi ha una sola risposta per tutto, che sia “ti serve un sito nuovo” o “facciamo i social”. Sito, campagne, SEO e automazioni rendono di più quando puntano allo stesso obiettivo e si misurano con gli stessi numeri.
Checklist: la tua agenzia supera il test?
Spunta i punti che l’agenzia che stai valutando rispetta. Funziona anche con quella che hai già.
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Spunta i criteri soddisfatti per vedere il risultato.
I segnali d’allarme quando valuti un’agenzia
“Ti portiamo primi su Google, garantito.” Nessuno può garantire la prima posizione nei risultati organici, perché la decide l’algoritmo di Google. Chi la promette o non sa come funziona, o lo sa e conta sul fatto che tu non lo sappia.
Poi c’è il prezzo fisso che arriva prima di qualsiasi domanda sulla tua attività: vuol dire che ti stanno proponendo un pacchetto uguale per tutti.
Altri segnali da tenere d’occhio sono gli account pubblicitari aperti a nome dell’agenzia “per comodità”, i report fatti solo di like e visualizzazioni, l’assenza di progetti con un nome e un link. Presi uno per uno si possono anche spiegare. Se ne trovi due o tre insieme, continua a cercare.
Le domande da fare al primo incontro
- Chi seguirà il mio account ogni giorno, e come lo contatto?
- Potete mostrarmi due o tre progetti simili al mio, con il nome del cliente?
- Come misurate i contatti e le vendite che arrivano dalle campagne?
- Gli account e i dati saranno intestati alla mia azienda?
- Ogni quanto riceverò un report, e cosa ci sarà dentro?
- Quanto dura il contratto e come si disdice?
- Che budget pubblicitario mi consigliate per partire, e perché proprio quello?
Ascolta le risposte, ma fai caso anche alle domande che ti fanno loro. Un’agenzia che propone una strategia senza averti chiesto margini, clienti tipo e stagionalità sta tirando a indovinare.
Quanto costa un’agenzia di digital marketing a Roma
Un prezzo unico non esiste, e noi diffideremmo di chi te lo dà al telefono. Il costo dipende dai canali, dagli obiettivi e da quanto lavoro serve ogni mese. In ogni preventivo però dovresti trovare due voci separate: il compenso dell’agenzia, che copre strategia, creatività, gestione e report, e il budget pubblicitario, che paghi direttamente alle piattaforme e decidi tu.
Per darti un ordine di grandezza: da noi un sito aziendale parte da 2.500 €, mentre campagne, SEO ed e-commerce hanno un preventivo su misura, che scende se combini più servizi con il digital marketing. Per il budget delle campagne puoi fare una prima stima con il nostro calcolatore budget Google Ads.
SUNET, agenzia di digital marketing a Roma: le nostre risposte
Sarebbe strano scrivere questa guida senza applicarla a noi. SUNET è un’agenzia di digital marketing a Roma, lavora dal 2000 e ha sede in Circonvallazione Gianicolense 51, a Monteverde.
Siamo Premier Google Partner con 10 certificazioni, e lo puoi verificare sulla nostra pagina Google Partners. Abbiamo seguito oltre 500 progetti, molti dei quali sono nel portfolio con nome e dettagli. A Roma, per esempio, ASC Danza, Orodei e Sopim Energia. Su Google abbiamo 5,0 con oltre 50 recensioni.
Ogni anno gestiamo più di 2 milioni di euro di budget pubblicitario e generiamo oltre 100.000 contatti per i clienti, tracciati fino al CRM SUNET POWER per vedere quali diventano vendite. Ci occupiamo di Google Ads, Meta Ads, SEO, siti e automazioni.
Puoi incontrarci in sede oppure su Google Meet, come ti è più comodo.
Domande frequenti
Come si sceglie un’agenzia di digital marketing a Roma?
Partendo da ciò che si può verificare: lo stato di Google Partner sulla pagina ufficiale di Google, progetti pubblicati con il nome del cliente, recensioni su Google, account pubblicitari intestati alla tua azienda e report che misurano contatti e vendite. La sede a Roma aiuta per gli incontri e per la conoscenza del mercato locale, ma viene dopo.
Quanto costa un’agenzia di digital marketing a Roma?
Dipende da canali, obiettivi e lavoro necessario ogni mese. Al compenso dell’agenzia si aggiunge il budget pubblicitario, che si paga direttamente alle piattaforme. In SUNET i siti aziendali partono da 2.500 €, mentre campagne, SEO ed e-commerce hanno un preventivo su misura, più conveniente se combinati con il digital marketing.
Gli account pubblicitari devono essere intestati a me?
Sì. Account pubblicitari, Google Analytics, dominio e sito dovrebbero appartenere alla tua azienda, con l’agenzia come utente autorizzato. Se cambi fornitore, dati e storico restano a te.
Meglio un freelance o un’agenzia di digital marketing?
Per un lavoro circoscritto, come seguire una sola campagna, un buon freelance può bastare. Quando i canali sono più di uno e servono continuità e numeri affidabili, un’agenzia con un team e un referente fisso dà più garanzie.
Un’agenzia può garantire il primo posto su Google?
No. La posizione nei risultati organici la decide l’algoritmo di Google e nessuno può garantirla. Con Google Ads puoi comparire tra i primi annunci, ma anche lì la posizione dipende dall’asta e dalla qualità degli annunci.
Vuoi un secondo parere sulla tua agenzia attuale?
Ti basta mezz’ora, in sede a Roma o su Google Meet. Guardiamo insieme campagne, sito e numeri e ti diciamo cosa cambieremmo, senza impegno. Prenota la call gratuita o chiama il numero verde 800 931 266.
